Lecce Città Pubblica premia la pista ciclabile ideale

 

Che al Rettorato dell’Università del Salento fosse appena trascorsa una mattinata fuori dal comune (e pure dal Comune, se è per questo), ce ne si poteva accorgere subito. I lavori della giornata conclusiva diLecce Città Pubblica, che da programma sarebbero dovuti finire a mezzogiorno, alle 12.30 erano ancora in pieno svolgimento. Tanto che alle 13, nella sala conferenze, si conferiva ancora tutti appassionatamente. E con che disinvoltura e fair play, anche se erano ancora presenti tutti e 23 i gruppi autori dei progetti presentati al concorso di idee, indetto da Carlo Salvemini di Lecce2.0dodici e da Città Fertile, nonché i membri della commissione che ne aveva giudicato i lavori.
Una commissione che, questa mattina, ha premiato un progetto che è praticamente il manifesto poetico di tutto il concorso, organizzato con l’entusiasmo delle cose che si fanno con il senso della prospettiva e della durata.
L’idea vincitrice del primo premio di 3000 euro si intitola “Ciclopica” ed è stata illustrata da Donata Bologna ed Andrea Alba ( Ciclofficina Popolare Ruotando ).  Ciclopica immagina, con una larghezza di vedute che scansa subito l’equivoco mitologico dietro al suo nome, una Lecce a misura di ciclisti. Una Lecce dotata di un “ciclometro”, una metropolitana di superficie divisa in varie linee, tutte però permeabili fra di loro e col resto dell’urbanità circostante. In un’osmosi fra ruote e piedi come forse non si è mai vista e chissà se davvero si vedrà. Ma anche fra testa e piedi, giacché è una rete di vie che si snoda anche e soprattutto virtualmente, grazie alle segnalazioni degli utenti su quello che va e che non va lungo il percorso. Come l’hanno definita i suoi ideatori, Ciclopica è “un’infrastruttura trasparente che sposta la città”. L’antifilobus, praticamente, scagliato contro quel mostro urbano sempre tanto visibile ai nostri occhi che a volte vorremmo accecarcene uno, a andare così in pari con Polifemo.
Fin dalla prima giornata di lavori di Lecce Città Pubblica, bisogna dirlo, era emersa chiaramente la superiorità espositiva della giovane Donata, nonché quella dell’apparato tecnologico che, fra slide e mappe, accompagnava la sua presentazione, rivolta tanto al pubblico presente quanto alla commissione giudicante (composta dall’assessore regionale alle Politiche del Territorio Angela Barbanente, Stefania Mandurino dell’Apt di Lecce, dal comunicatore urbano Carlo Infante, l’architetto Maria Valeria Mininni, l’artista Antonio De Luca, il sociologo Giandomenico Amendola e Franco Ungaro, guida dei Cantieri teatrali Koreja).

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