A Milano due giorni di ciclo-erotismo

Sbarca in Italia il movimento nato cinque anni fa a Portland di liberazione «ciclistica e sessuale»

MILANO – Del suo primo ready-made, Ruota di bicicletta, Marcel Duchamp era solito ricordare: «Mi divertivo a guardarla, proprio come mi piaceva fissare la danza delle fiamme nel camino». Il nonsenso, del meccanismo fine a se stesso, si ripete nel Bike Smut Festival, la due giorni di ciclo-erotismo in programma la prima settimana di ottobre: il 7 alla cascina Torchiera di Milano (piazzale Cimitero Maggiore 18), l’8 al Sos Fornace di Rho (via Moscova 5).

«PARTNER IDEALE» – A fondare il movimento, cinque anni fa, è stato un attivista di Portland, meglio noto come Reverend Phil: radiato a vita dal locale stadio di baseball per aver corso nudo in mezzo al campo durante gli inning. Maestro del riciclo (il suo motto è: «Rendere la tecnologia accessibile alle masse») e animatore del popolo delle due ruote. La comunità itinerante – filmmaker, artisti, fotografi, ballerine di burlesque, ambientalisti radicali – viaggia tra Europa e Stati Uniti per diffondere il suo messaggio di liberazione: ciclistica e sessuale. Contro tutti i cliché, siano l’invasione di automobili o il mercato del porno. L’alternativa dal basso è il connubio trasporto-erotismo. Autogestito. E la bicicletta, a differenza dei veicoli a motore, sarebbe un concentrato di sex appeal: «La partner ideale, splendida a guardarsi», assicura Cauz, 33 anni, tra gli organizzatori dell’evento meneghino.

BIKE PORN – Complice il rapporto carnale che si instaura con il ciclista: «Il bike porn non l’hanno inventato a Portland», ricorda Cauz, «ma arriva da lontano. Materiali storici conservati in un sex shop milanese documentano che il velocipede ha sempre stimolato l’eros». Non solo: «È stato uno strumento di emancipazione, perché per andare in bici servivano abiti meno ingessati e le donne erano costrette a scoprirsi». Trasgressivo sin dall’inizio, con buona pace della pruderie: vedi il film del 1951, Bellezze in bicicletta, con Silvana Pampanini nei panni della protagonista. L’omonima canzone, come recita una delle strofe, esalta il nuovo modello di femminilità: «Ma dove vai bellezza in bicicletta, così di fretta pedalando con ardor. Le gambe snelle, tornite e belle, m’hanno già messo la passione dentro al cuor».

COLLATERALI – Al Bike Smut Festival, ovvio, si oserà di più: oltre alla rassegna video e alle performance a tema, si alterneranno laboratori di danza erotica, su come creare sex toys da pezzi di bicicletta e un concorso fotografico. Lo staff italiano arricchirà il palinsesto con iniziative d’intrattenimento, tra cui l’anteprima del CD Little computer disco del dj milanese Pablito El Drito, in download sul portale Soundcloud. «Brani di dance alternativa», spiega l’autore, «composti utilizzando un vecchio Game Boy anni Novanta e il software nanoloop 2.3 di origine hacker». Prodotto fai-da-te, artigianale, in sintonia con lo spirito della manifestazione: «Nell’era di Internet, del suono digitale», sottolinea il disc jockey, attivo nella scena underground milanese, «si può produrre musica in piena libertà, fuori dal circuito delle major»

…e come dice un mio amico ALLEGRIA TRA LE GAMBE !….

Comments
One Response to “A Milano due giorni di ciclo-erotismo”
  1. per avere un’idea della musica:

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