Lecce presidente dell’assemblea nazionale Club delle città del Bike Sharing

articolo di Francesca Sozzo da Quotidiano di Lecce – 26.10.2011

postazioni del bike sharing leccese deserte a parte due postazioni vicine agli alberghi Tiziano e President, per il resto su 70 biciclette che dovrebbe mettere a disposizione il servizio ve ne sono soltanto 25. Inoltre proprio dove servirebbero di più ( Stazione di Lecce , parcheggio Carlo Pranzo, parcheggio Aurora ) non ne è presente neppure una. Circa l’80% delle 25 messe a disposizione è rotta.
Un chiaro intervento di sabotare il servizio da parte di SGM.

Articoli sul bike sharing leccese:

http://www.20centesimi.it/blog/2011/10/29/lecce-regina-senza-trono-del-bike-sharing/

Lecce “regina del Bike Sharing”, titolava il Quotidiano qualche giorno fa. Ma i dati statistici sull’utilizzo effettivo del servizio delle bici pubbliche in città, se li chiedi, a due anni dall’attivazione, non te li sanno dare. Le biciclette pubbliche sono parcheggiate nei nove ciclo posteggi intorno al centro. Ma per sapere quante volte siano state utilizzate non basta rivolgersi all’ufficio Traffico e Mobilità, né contattare l’assessore Ripa, padre fondatore del progetto Bike Sharing a Lecce. E non serve neanche rivolgersi alla Sgm, la società che ha preso in gestione il servizio: dopo due anni dalla municipalizzata leccese non sanno dire quante tessere sono state vendute, quale è l’utenza media e il cittadino-tipo che usufruisce delle blue-bike. Secondo il presidente della Sgm, Giovanni Peyla, i dati relativi al Bike Sharing non sono mai stati sui tavoli di discussione dell’azienda.

Ma perché chiedete a me e non all’assessorato?- dice- I dati li ha l’assessorato. Io, in quanto Sgm, non so se ho venduto una o due tessere; l’assessorato invece dovrebbe avere tutto registrato negli archivi digitali. Sicuramente l’assessore Ripa le saprà dire meglio, o comunque qualche suo collaboratore. Io non ho dati, non ho niente.

Più chiaro di così, non poteva essere. Questi dati ,sembra di capire, non ce li ha. Ma non ce li ha neanche l’assessore Ripa, che contattato negli ultimi giorni, non ha saputo fornire dati statistici sul servizio di Bike Sharing in città. Piuttosto ha voluto chiarire la sua posizione.

Il servizio è in dotazione alla Sgm, e c’è un atto di delibera ufficiale del Comune che lo dimostra. Nel momento in cui il servizio viene trasferito alla società, a norma del codice civile, rimane sotto la responsabilità dell’azienda. Dunque io rispondo del mio operato; per quanto riguarda l’operato degli altri, ognuno risponde per sé.

Sembra il più classico degli scaricabarile. Ma i dati ci sono? Eppure per la “regina del Bike Sharing” dovrebbe essere facile divulgarli. E vantarsene. Ieri su “Il Paese Nuovo” l’assessore risponde alla fatidica domanda e rivela:

La nostra città negli ultimi anni è entrata a far parte di classifiche prestigiose che riguardano anche l’ambito della ciclabilità. E questo ha influito molto per ottenere la presidenza del bike sharing. Ho a disposizione dei dati lusinghieri, che parlano di 60/80 prelievi giornalieri da gennaio a luglio 2011.

Non c’è male come approssimazione. Dati ufficiali, però, non ce ne sono. Ripa li ha promessi a 20centesimi per lunedì prossimo. Per ora sono un mistero. Non è un mistero invece lo stato del servizio di Bike sharing in città.
Due postazioni sono abbandonate a sé stesse. Quella della stazione e quella nei pressi di Porta Rudiae. Altrove la situazione non è migliore. Le bici ci sono, ma alcune sono senza sella, altre arrugginite dalla pioggia, i cestini riempiti da bottiglie di plastica, campanelli rotti, ruote sgonfie, forate, catene arrugginite. Poi ci sono colonnine fuori servizio.

E tra chi ha provato a usarle, sono stati tanti i casi di lamentele sulla gestione del servizio. Per usare una bici pubblica bisogna comprare una tessera (20 euro) che consente di prelevare le bici dalle colonnine. L’uso è gratuito per la prima ora, per la seconda costa 1 euro e per le successive 2 euro. Un rivenditore delle tessere racconta a Quotidiano lo scorso 19 ottobre.

Una volta è venuto da noi un ragazzo che si era visto arrivare a casa una fattura di consumo di quasi 200 euro. Questo perché la bicicletta non era agganciata bene e il contatore della tariffa è andato avanti per giorni.

Incidenti a parte, oggi, l’unico rivenditore di tessere su Lecce è il tabaccaio di fronte alla Chiesa di Santa Croce. L’unico rimasto, visto che la maggior parte dei tabacchini non ne vogliono sapere. Hanno mollato per le lungaggini legate alla sottoscrizione dei contratti per il servizio.
Insomma, a parte i titoli e i riconoscimenti istituzionali Lecce non è la regina della ciclabilità. Lo dicono anche i CicloAmici di Lecce che parlando di “promesse campate in aria” da parte dell’amministrazione comunale. A febbraio inviarono una nota alla stampa, dopo che la classifica di Legambiente aveva posto Lecce al 16° posto in Italia per indice di ciclabilità.

Cosa ha fatto fare alla nostra città un simile salto di qualità in così breve tempo? Ai pochi ciclisti che quotidianamente si mettono in sella non risulta infatti alcuna concreta rivoluzione nella ciclabilità leccese.[…] L’eccessivo accento posto su queste classifiche serve solo a creare una forte distonia con la situazione reale del ciclista leccese che di fatto vive intrappolato nelle rotatorie quasi fossero bolge dantesche o impossibilitato ad utilizzare il bike sharing perché spesso, come abbiamo potuto toccare con mano, nessuna delle biciclette presenti nelle varie postazioni è utilizzabile. Sarebbe questo “il fiore all’occhiello” della ciclabilità leccese?

Si questo è il fiore all’occhiello di una città nella quale “ciclabilità” e “fuffa” diventano sinonimi. Perché mancano i dati ufficiali. Perché se li chiedi non li sanno indicare. Perché le bici ci sono e l’infrastruttura pure (il costo per la collettività è stato di circa 250mila euro). Ma sono nelle condizioni che la gallery (foto del 27 e 28 ottobre) documenta.

Daniele D’Andrea

http://www.ilpaesenuovo.it/index.php/attualita/lecce/24762-bike-sharing-a-lecce-la-presidenza-del-club-eppur-nessuno-pedala.html

Bike sharing, a Lecce la presidenza del Club.

Eppur nessuno pedala…

Mercoledì 26 Ottobre 2011 15:18

LECCE – Comune di Lecce in festa per aver ricevuto la presidenza dell’Assemblea Nazionale del Club delle Città del Bike Sharing e di conseguenza l’incarico di organizzare il prossimo workshop nazionale sull’utilizzo delle bici a noleggio che si svolgerà a fine novembre.

Un premio, quello della presidenza, che secondo lo statuto del club è assegnato, tramite votazione, a turno fra i componenti dell’assemblea. Del resto qual è il lavoro svolto a Lecce? Quello di aver posizionato le sette postazioni nei vari punti della città barocca? Perché è sotto l’occhio di tutti che di bici comunali in giro ne circolano poche, veramente poche.

Pertanto al momento l’unico utilizzo di questo servizio sono i cestini delle bici, usati dai nostri fieri cittadini orgogliosi delle proprie radici come deposito di rifiuti, anche se ultimamente la tendenza sta spostando il collocare il rifiuto dalla zona bike sharing verso le postazioni delle dogtoilet.

Ma tornando all’utilizzo delle bici, che dire poi della “pista ciclabile” cittadina? Un percorso tortuoso tra i marciapiedi delle vie di Lecce inseguendo uno freccia bianca disegnata per terra tra vari ostacoli e qualche sorpresa come il ritrovarsi un’edicola sul proprio pedalare…

Quindi, W Lecce ciclabile futura, perché al momento in Italia l’unica città degna di tal prestigio, nel senso di mobilità sostenibile a due ruote, è Ferrara meglio nota come la capitale delle bici.

Pino Montinaro

Comments
3 Responses to “Lecce presidente dell’assemblea nazionale Club delle città del Bike Sharing”
  1. il killer scrive:

    fanno schifo, sti’ lordi mbucati….

  2. dario scrive:

    Regina del BikeSharing??? Che tristezza! Aggiungo anche che l’Hotel Tiziano possiede il suo parco biciclette che da gratuitamente alla sua clientela.

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