Corrieri addio. Le consegne viaggiano su due ruote

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Avete mai pensato di servirvi di un corriere in bicicletta? Vi state chiedendo perché i corrieri in bicicletta convengono rispetto ai tradizionali?

In Italia già dal 2011,  le vendite di biciclette hanno superato (anche se di poco) quelle di automobili: per l’esattezza le vetture immatricolate sono state 1.748.143, contro  1.750.000 biciclette vendute. E tutto l’indotto legato alle due ruote è in forte crescita: non solo le scatto-fisso o le personalizzate di fascia alta, ma anche  il recupero e il restyling delle vecchie biciclette tirate fuori da soffitte e cantine, le riparazioni e il mercato dei pezzi di ricambio. Senza contare le bici a pedalata assistita e le “customizzate” per il trasporto di bambini e oggetti.

Ma accanto alla sempre maggiore diffusione delle bici per fare una passeggiata o andare al lavoro, c’è un altro fenomeno che si è ormai diffuso in tutta Italia, da Bolzano a Catania: i bike messenger o corrieri in bicicletta, diventati una realtà consolidata nelle maggiori città italiane, complice anche una nuova coscienza ambientale e l’imbattibilità sulle tratte brevi rispetto a qualsiasi altro mezzo.

Sono tre, in sintesi, i maggiori vantaggi competitivi dei ciclo-corrieri: la velocità di consegna, i bassi costi di gestione del mezzo e i prezzi contenuti. Partiamo dai tempi, che non vengono penalizzati dalla “propulsione” umana, ma anzi si accorciano e diventano inferiori a quelli dei pony in moto, grazie alla possibilità per i bike messengers di attraversare zone a traffico limitato o pedonali, usufruire (quando esistono) di piste ciclabili e al fatto di non dover cercare parcheggio anche per soste brevi. Il risultato sono tariffe molto competitive: una consegna in bici costa in medi a 5 euro, a fronte dei 12 per le consegne in motorino e di 7/8 euro con altri mezzi a motore. Prezzi più bassi dovuti soprattutto al fatto che  il bike messenger non ha praticamente costi fissi per carburante, bollo e assicurazione e parcheggio, senza contare che non è soggetto a limiti di velocità e dunque a multe. Ma i benefici, oltre che economici, sono anche ambientali:  le consegne sulle due ruote non producono anidride carbonica, contribuiscono a decongestionare il traffico e, indirettamente, promuovono l’uso della bicicletta.

Un piccolo sondaggio sui corrieri in bicicletta italiani ci restituisce la fotografia del settore. La media di una società di consegna in bici è di tre addetti, con riserve pronte per eventuali surplus di lavoro. Si arriva fino a picchi di 12 addetti come nel caso di Roma. L’età media è di 30 anni. Per quanto riguarda il raggio di consegna, tutti i corrieri garantiscono la copertura dell’intera città e alcuni anche la provincia, come a Catania, o si spingono almeno in un raggio di 15 km fino ai comuni limitrofi come a Bologna. A Torino si sta pensando di coprire l’intera cintura entro il prossimo anno, concedendo il marchio in licensing ad altri giovani velocisti e creando così una rete allargata.

I tempi di consegna medi variano da città a città a seconda delle caratteristiche, si va dai 15 minuti dalla presa alle 3 ore, e quasi tutti i bike messengers offrono servizi per spedizioni urgenti. Al variare dei tempi di consegna in base all’urgenza e alla distanza, ovviamente variano anche i prezzi. Ci sono servizi tarati su ogni esigenza, come i “cargo” per i pacchi superiori a 10 kg, e in tutti i casi sono disponibili abbonamenti personalizzati che permettono di risparmiare sensibilmente. Per una consegna singola in Italia si spende da 3 a 7 euro, a fronte, dicevamo, dei 12 euro per le consegne in motorino, tra l’altro più lente. ”Qualunque peso, qualunque dimensione, ancora non abbiamo trovato cosa è troppo grande o troppo pesante da consegnare”, rispondono i bike messenger modenesi alla domanda su peso e dimensioni massime trasportabili. La media è di 8-10 kg nello zaino e 50 kg massimo – con picchi di 250 kg come a Roma e Torino – per gli ingombranti con bici cargo.

Il problema principale che accomuna molti ciclo-corrieri è la difficoltà di trovare un’assicurazione che copra la merce trasportata. A Modena, spiegano i bike messengers emiliani, “nessuna assicurazione ha voluto anche solo provare a farci assicurare i pacchi che consegniamo. E’ in corso un’azione collettiva in questo senso che speriamo porti i suoi frutti”.

I suoi frutti, intanto, li sta portando l’unione del servizio di bike messengers con la consegna a domicilio di verdura, frutta, prodotti da agricoltura biologica e non. Tutti i corrieri collaborano attivamente con Gruppi di Acquisto Solidale, mercati rionali, imprese agricole locali, organizzazioni come Coldiretti o associazioni come Greencommerce. A Bologna, il servizio è stato scelto dall’amministrazione comunale sperando che altre ne seguano l’esempio, mentre a Torino si sta trattando per consegnare in bicicletta anche gli abbonamenti del bike-sharing. A Roma, invece, lamentano alcuni, paradossalmente, “le grandi Ong come Greenpeace e Amnesty sembra che snobbino ancora il servizio”.

Con fatica e spingendo forte sui pedali, il fenomeno dei corrieri in bicicletta (o bike messenger) sta diventando una relatà consolidata anche in Italia.

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Alessio Sciurpa

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