Una ciclovia per unire Valle d’Itria e Salento. Le nuove frontiere del turismo sostenibile.

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Una ciclovia per unire Valle d’Itria e Salento e offrire nuove prospettive di sviluppo turistico alla Puglia. È l’obiettivo del “Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese” che si è costituito nei giorni scorsi grazie a 30 diverse associazioni, enti e imprese dell’area jonico-salentina.

L’idea della Ciclovia dell’Acquedotto è più di un progetto. Anche se finora è stato realizzato un piccolo tratto (circa 10 chilometri tra Locorotondo a Ceglie Messapica), in breve tempo il tracciato potrebbe contare su ben 110 chilometri, dalla Valle d’Itria al Salento. Infatti, lungo i tracciati delle condutture principali dell’Acquedotto, si potrebbero utilizzare le strade di servizio già realizzate o in fase di realizzazione. In questo modo si realizzerebbe una infrastruttura strategica per lo sviluppo del turismo sostenibile a costi notevolmente contenuti.

Il progetto si inserisce nel più ampio disegno per la realizzazione della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese lungo tutto il suo itinerario narrativo, dalle sorgenti di Caposele (Avellino) a Santa Maria di Leuca. Ma ora la priorità è il completamento della prima tratta della ciclovia, dalla Valle d’Itria al Salento, collegando il tratto già realizzato con la viabilità di servizio del Consorzio di Bonifica dell’Arneo lungo il sifone leccese e con il tracciato del nuovo acquedotto del Sinni-lavori del terzo Lotto.

Per quanto riguarda quest’ultimo tratto (dal nuovo serbatoio di San Paolo, territorio del Comune di Salice Salentino, al serbatoio di Seclì) sono in corso attualmente lavori sulla conduttura e i Comuni interessati dal tracciato (Galatone, Nardò, Leverano, Veglie e Salice Salentino) hanno esplicitamente chiesto ad Acquedotto Pugliese la realizzazione della pista ciclabile.

Da Masseria Zanzara, invece, per ben 45 chilometri si sviluppa una strada di servizio del Consorzio di Bonifica dell’Arneo lungo il tracciato del Sifone Leccese, che prosegue in sede propria fino alla strada provinciale 115, fra i Comuni di Fragagnano e Monteparano. Qui si tratterebbe soltanto di mettere in sicurezza il percorso, già per la gran parte ciclabile, con qualche piccolo accorgimento oltre che con la segnaletica, soprattutto per gli attraversamenti.

Infine, l’ultimo tratto che collegherebbe il tracciato con la ciclovia realizzata in Valle d’Itria, dovrebbe essere progettato e realizzato ex-novo. Si tratta di circa 20 chilometri che unirebbero la viabilità di servizio dell’Arneo a Monte Fellone (Villa Castelli), toccando Grottaglie e l’invaso Pappadai dell’Acquedotto Pugliese.

La realizzazione di tali interventi consentirebbe l’estensione del tracciato della Ciclovia per complessivi 93 chilometri, che andrebbero ad aggiungersi al tratto già realizzato lungo il Canale Principale da Locorotondo a Ceglie Messapica ed al tratto terminale interessato da progettazione esecutiva fino a Villa Castelli (in tutto 20 chilometri circa).

“Siamo convinti che questo progetto sia realizzabile in breve tempo e senza grandi spese, tenendo conto dei cantieri aperti dall’Acquedotto Pugliese”, spiega Cosimo Chiffi, portavoce del coordinamento, “per questo faremo pressione affinché la Regione Puglia, con il suo Assessorato alla Mobilità, dia priorità a tali interventi, indirizzando la programmazione e le risorse degli enti di ordine inferiore (Comuni, Province, Gal) al completamento dell’opera e alla realizzazione di itinerari ciclabili di connessione a livello locale”.

Il completamento in tempi brevi di una infrastruttura ciclabile di oltre 110 km dalla Valle d’Itria al Salento darebbe sostanza all’intero progetto della Ciclovia dell’Acquedotto, attualmente ancora limitata a poco più di 10 chilometri, consentendo un immediato rientro dell’investimento, così come dimostrano esperienze analoghe in Europa ed in Italia. Uno studio realizzato per la provincia di Trento ha stimato infatti in circa 100 milioni di euro all’anno gli introiti turistici generati dai suoi 400 chilometri di piste ciclabili (valore che si avvicina al costo sostenuto per la realizzazione di tali infrastrutture).

La realizzazione della Ciclovia, infine, è per il Salento una sfida verso un modello di turismo sostenibile che potrebbe stimolare l’appeal dell’intera regione per tutti quei viaggiatori interessati da sport all’aria aperta a diretto contatto con la natura (escursioni trekking, mountain bike, running, oltre che naturalmente cicloturismo).

Il Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese come primo atto ha chiesto formalmente alla Regione Puglia e all’Acquedotto Pugliese un incontro per conoscere lo stato del progetto ed eventuali problemi, con l’obiettivo di garantire priorità all’opera nella programmazione degli enti e coerenza con altri interventi quali sostegno ad iniziative locali di valorizzazione/gestione e realizzazione di ciclovie e percorsi di connessione.

Anche per questo il Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese rivolge un appello alle associazioni del territorio affinché facciano sentire la propria voce a sostegno del progetto per questa importante infrastruttura ciclabile. È possibile aderire al Coordinamento attraverso la sottoscrizione del documento o attraverso una specifica Lettera di Adesione.

Il portavoce del “Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese” è Cosimo Chiffi.

Del coordinamento fanno parte:

Associazione Freeplan di Nardò,

Associazione Messapiae di Nardò,

Associazione Mo.Bici di Lecce,

Associazione Arneotrekking di Veglie,

Associazione MTB Monteroni,

Associazione “In giro con il diabete” di Nardò,

Associazione “L’impronta” di Nardò,

Associazioni FIAB Lecce Cicloamici e FIAB Mesagne Cicloamici,

Paolo Giovanni Toma di Cavallino,

Sandro Boccia di Trepuzzi, Associazione

Salento Bici Tour di Casarano,

Cooperativa Fluxus di Nardò,

Associazione Archès di Lucugnano,

le guide Emanuela Rossi e Totò Inguscio di Avanguardie Nardò,

Circolo Tandem di Leverano,

Associazione Ruotando di Lecce, 

Associazione Apulia Activa di Manduria,

Associazione Play Your Place di Maruggio,

Associazione Terra Nostra di Sava,

Associazione Ciclistica Savese Acli di Sava,

Associazione Cicloclub Nociglia di Nociglia,

Associazione Nocinbici di Noci,

Autorità di Gestione delle Riserve Naturali Orientate del Litorale Tarantino Orientale di Manduria,

Associazione Verdesalis di Nardò,

Associazione Città Fertile di Lecce,

Associazione Grande Salento di Avetrana.

Comments
2 Responses to “Una ciclovia per unire Valle d’Itria e Salento. Le nuove frontiere del turismo sostenibile.”
  1. mimmo dicursi scrive:

    un progetto meraviglioso che dara’ sensaltro valore al nostro territorio..

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